Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia

I principali risultati

Nell’indagine condotta presso 1.490 agenti immobiliari dal 4 novembre al 9 dicembre 2020, la quota di agenzie che hanno venduto almeno un immobile nel terzo trimestre è risalita su valori in linea con quelli precedenti lo scoppio dell’epidemia di Covid-19; il saldo percentuale negativo fra la quota di coloro che riportano una flessione e un incremento dei prezzi è rimasto stabile rispetto alla precedente rilevazione. I giudizi sulle condizioni della domanda sono migliorati, così come quelli sull’andamento dei nuovi incarichi a vendere; i tempi di vendita e lo sconto medio sul prezzo richiesto dal venditore sono rimasti stabili. Si conferma l’indicazione secondo cui, dopo lo scoppio della pandemia, sarebbe aumentata la dimensione media delle abitazioni oggetto di compravendita, così come la quota di transazioni riguardanti unità abitative indipendenti e quella relativa ad alloggi con disponibilità di spazi esterni. Le prospettive sul proprio mercato di riferimento sono invece decisamente peggiorate rispetto alla precedente rilevazione, sia per il quarto trimestre sia nel medio termine; anche le attese sul mercato nazionale sono divenute più sfavorevoli. La maggior parte degli agenti prevede effetti negativi dell’epidemia sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita; gli effetti sui prezzi sarebbero più persistenti e si protrarrebbero oltre la metà del 2021. Continua a leggere

Continua il calo delle compravendite di case nelle grandi città italiane

Se nel terzo trimestre dell’anno si registra un aumento delle compravendite, in controtendenza a quanto osservato nei primi due periodi, lo stesso non si può dire dell’andamento delle transazioni nelle otto principali città italiane. Secondo i dati dell’Omi, infatti, nei principali centri italiani c’è un calo pari all’11,1% 

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Il coronavirus fa abbassare il prezzo delle case in affitto nelle grandi città di mezzo mondo

La crisi provocata dal Covid-19 ha scosso il mercato delle case in affitto nelle città più importanti del mondo. A dirlo i dati di vari rapporti, studi e portali immobiliari. Secondo El Economista, le ragioni del crollo risiedono nel minor movimento degli studenti, nello smart working e nel decentramento delle attività lavorative. Continua a leggere