Case requisite per i migranti. Pari diritti e pari dignità in difesa dei più deboli.

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È di oggi la notizia, su Affari Italiani, di un piano top secret del Ministro dell’Interno Alfano per requisire le seconde e terze case sfitte, ai proprietari, per utilizzarle temporaneamente come alloggi per i migranti.

Un paradosso se pensiamo che con l’articolo 5 del “Piano Casa” il Ministro Lupi, con la maggioranza di Governo a supportarlo, hanno dichiarato guerra ai senza tetto italiani che occupavano per necessità gli immobili vuoti.

Non ho nulla contro chi scappa dalla propria terra perché perseguitato, perché affamato o perché con la guerra rischia la propria vita e quella dei suoi familiari, ma una scelta simile sarebbe folle e nello stesso tempo tragica.

In Italia i senza tetto sono tantissimi ed è sotto gli occhi di tutti l’incapacità del Governo nel dare risposte risolutive per contrastare una vera e propria piaga sociale che investe tantissime famiglie Italiane. L’arroganza è la presunzione del Governo nella trattazione del Piano Casa, lo ha portato a non valutare proposte valide, fatte sotto forma di emendamenti di buon senso. La speranza è quella di poter trovare spazio sul DL “Sblocca Italia”.

Intanto, se le voci venissero confermate ci troveremo di fronte ad una vera e propria guerra fra poveri. Una guerra fratricida fra senza tetto italiani e fratelli immigrati.

Anch’io sono per un decreto d’urgenza che aiuti i senza tetto, vecchi e nuovi, che comprenda però tutti, in primis gli italiani. Pari diritti e pari dignità in difesa dei più deboli.

Ecco il contenuto dell’articolo letto su Affari Italiani: Continua a leggere

“Sblocca Italia”, ecco le misure per la casa allo studio del Governo

LeggeTra le misure inserite nel decreto “Sblocca Italia“, che sarà discusso in consiglio dei ministri venerdì 29 agosto, c’è anche un sostanzioso “pacchetto casa”. I temi sul tavolo sono essenzialmente quelli relativi alle agevolazioni fiscali per l’abitazione. Ma vediamo su cosa stanno lavorando i tecnici dei Ministeri delle infrastrutture e dell’economia.

In esame ci sono la conferma anche nel 2015 degli incentivi energetici al 65%per gli interventi di riqualificazione energetica e del bonus del 50% per i lavori edili di ristrutturazione, in caso contrario quest’ultimo scenderebbe al 40%. C’è poi una massiccia e generalizzata detrazione per i lavori di prevenzione sismica, tra il 50 e il 65% della spesa, in proporzione alla riduzione di rischio indotta dall’intervento e un incentivo per chi compra una casa nuova o completamente ristrutturata, con prestazioni energetiche di classe A o B, grazie al quale sarà possibile detrarre dal proprio reddito imponibile il 20% del prezzo d’acquisto a patto che l’immobile venga affittato per almeno otto anni a canone concordato.

E’ quest’ultima la misura che desta maggiore interesse e che punta a utilizzare “lo strumento fiscale per dare una risposta immediata alla stagnazione sia del mercato della compravendita, sia a quello delle locazioni a canone concordato”. In effetti, quel che sembra certo è che il Governo, attraverso la leva fiscale, punta a ridare fiato al settore delle costruzioni e dell’edilizia. E con l’obiettivo di rilanciare il mercato immobiliare verranno modificate anche le norme sulle società di investimento immobiliare quotate.

La stangata di fine agosto del fisco: oltre 29 miliardi di imposte. Le scadenze

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Entro la fine di agosto i contribuenti italiani, soprattutto imprese e lavoratori autonomi, dovranno versare all’erario al netto dei contributi previdenziali, oltre 29 miliardi di euro di imposte. È questo l’ammontare della stangata quantificato dalla CGIA di Mestre. Le principali scadenze fiscali/contributive di questo mese sono 11, andiamo a scoprirle. Continua a leggere

Strumenti taglia-debito: tutte le insidie da evitare

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Non si può proprio dire che la coperta sia corta, quando si lavora su un’operazione taglia-debito degna di questo nome. Un intervento una tantum risolutivo di riduzione dello stock del debito pubblico italiano, su quei 2.168 miliardi che valgono all’incirca il 135% del Pil, deve rimuovere qualche centinaio di miliardi di euro affinché ne valga davvero la pena. Continua a leggere

Anci: utilizzare gli immobili degli enti pubblici sfitti o disponibili per fronteggiare l’emergenza abitativa

scritto da: team 18 luglio 2014, 10:19


LImmobili-pubblici-il-piano-per-venderli-e-per-abbatettere-il-debito_h_partb‘emergenza abitativa è un problema che deve essere risolto subito
 e non c’è spazio per i rinvii.

E’ questo il succo di una lettera aperta inviata dal Presidente dell’associazione dei comuni italiani, ai Ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, nella quale si chiede di adottare al più presto misure e provvedimenti, tra i quali, ad esempio, l’utilizzo del patrimonio edilizio pubblico per far fronte al fabbisogno abitativo.

In una lettera inviata ad Angelino Alfano e Maurizio Lupi, Fassino ribadisce l’apprezzamento per “l’attenzione riservata alle tematiche inerenti le politiche abitative”, come l’emanazione del decreto 47 del 28 marzo scorso, ma segnala anche che “il suddetto provvedimento contiene disposizioni che stanno generando alcune problematiche”, come ad esempio “quelle volte a impedire che chiunque occupi abusivamente un immobile possa chiedere la residenza e l’allaccio ai pubblici servizi”, senza “consentire ai comuni di verificare le singole situzioni di disagio e definire le soluzioni più opportune”.

Per far fronte ad un’emergenza che non ammette rinvii, è necessario “definire al più presto le modalità e la tempistica di erogazione dei fondi, e adottare le misure e i provvedimenti che consentano di fronteggiare l’emergenza abitativa”.

Una misura importante sarebbe quella di consentire “l‘utilizzo del patrimonio edilizio pubblico o di enti pubblici sfitti o disponibili, consentendo ai comuni di fare accordi con i soggetti proprietari al fine di renderli disponibili per il disagio abitativo”

#PianoCasa : norme nazionali e regionali

Piano Casa a livello nazionale

casaIl Piano Casa è nato nel 2008 col D. Lgs. n.112 del 25 giugno. Ha il duplice obiettivo di rilanciare il settore edile e soddisfare le esigenze abitative delle famiglie italiane.

Il Piano Casa opera su due fronti ben distinti: l’edilizia pubblica residenziale sovvenzionata (con programmi di stanziamenti statali e regionali per famiglie a basso reddito, anziani svantaggiati, studenti fuori sede, ecc.) e l’edilizia privata(incoraggiando demolizioni con ricostruzioni e anche ampliamenti volumetrici in deroga agli strumenti urbanistici vigenti).

In seguito al primo Decreto del 2008, il 31 marzo 2009 è intervenuto l’accordo fra Stato e Regioni, col quale le Regioni si sono impegnate ad approvare proprie normative in materia urbanistica volte a promuovere quanto indicato a livello statale. Oggi per Piano Casa intendiamo quindi non più una singola legge, ma un sistema di normative nazionali, regionali e locali.

Anche ultimamente, con il decreto legge n.47 del 28 marzo 2014, si è utilizzato il termine Piano Casa (o Piano Casa 2 o Piano Casa 2014). Si tratta in quest’ultimo caso di misure prese a livello nazionale inerenti la cedolare secca, il finanziamento al fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e al fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, il piano di ristrutturazione con adeguamento sismico di alloggi popolari, l’aumento degli sconti irpef per chi vive in affitto in alloggi popolari, la possibilità del riscatto a termine degli alloggi sociali, ecc. Si può dire che il decreto cerca di andare incontro alle esigenze abitative dei cittadini e persegue il rilancio del settore edile, quindi correttamente lo si colloca all’interno del sistema normativo del Piano Casa.

Tornando all’accordo fra Stato e Regioni del 2009, da quel momento ogni Regione si è attivata ad adeguare il Piano Casa secondo la propria realtà, ossia osservando le indicazioni nazionali, ma personalizzandole in base alle caratteristiche del proprio territorio, ovviamente per le materie di competenza regionale. Da un lato ciò ha permesso di individuare azioni di riqualificazione mirate a risolvere problemi effettivi regionali. D’altra parte ne è scaturita una serie di normative varie e talvolta poco gestibili dal comune cittadino, anche perché spesso le norme regionali rimandano a regolamenti locali, moltiplicando quindi le difficoltà.


Le normative regionali sul Piano Casa hanno un carattere straordinario, ossia prevalgono sulle previsioni dei regolamenti comunali, degli strumenti urbanistici e delle leggi regionali in contrasto con esse. La straordinarietà dell’applicazione implica anche un effetto a tempo determinato. Le singole normative regionali sul Piano Casa sono state approvate inizialmente con scadenze temporali diverse tra Regione e Regione. Alcune di queste scadenze non sono state prorogate, mentre altre hanno subìto delle proroghe, anch’esse variabili da Regione a Regione.

In questa giungla di leggi e scadenze vorrei riassumere cosa è successo Regione per Regione, in modo da offrire a chi è interessato un punto di partenza per un approfondimento sulla propria area geografica. L’approfondimento diventa necessario perché quanto è accennato di seguito non sempre potrebbe essere applicabile in ogni circostanza, soprattutto quando si parla di edifici in centri storici, aree inedificabili, edifici abusivi, immobili vincolati, parchi, riserve e aree a rischio idrogeologico. L’elenco è in ordine alfabetico per Regione.


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#LocazioneinNero : gli inquilini che hanno denunciato rischiano di rimborsare il proprietario

c_cE’ stata depositata in data 14 marzo 2014 la sentenza n. 50/2014 della Corte Costituzionale che rischia di generare una catena di ricorsi e richieste di risarcimenti da parte di tutti quei proprietari che per anni, attraverso affitti in nero, hanno evaso le tasse e raggirato i loro inquilini.

L’art. 3 del d.lgs. n. 23 del 2011 prevedeva infatti che a seguito dell’opportuna registrazione dei contratti di locazione ad opera degli inquilini , fino a quel momento in nero ,  si otteneva il diritto di ridurre ad 1/4 l’importo richiesto per la locazione.

Dopo che la Corte ha dichiarato l’incostituzionalità di questa norma è chiaro il vuoto normativo che si è venuto a creare. Vuoto che mette a rischio inquilini che hanno fatto fino ad ora il loro dovere e che non da giustizia a tutti quei proprietari che ad oggi hanno rispettato la legge, pagando le dovute imposte.

Un paradosso tutto italiano !

#CedolareSecca sugli affitti, chi ha diritto allo sconto fiscale dal 15 al 10%

cedolare seccaIl Piano Casa del Governo ha abbassato l’aliquota della cedolare secca dal 15% al 10% per i contratti a canone concordato. ma dello sconto fiscale, che presuppone una riduzione notevole rispetto alla tassazione ordinaria, possono usufruire solo alcune categorie di proprietari e a determinate condizioni. Vediamo quali sono: Continua a leggere

#PianoCasa : i 10 interventi

casaE’ stato discusso e approvato dal Consiglio dei Ministri il piano casa destinato a dare nuovo impulso al settore immobiliare. 10 interventi dal taglio della cedolare secca, all’affitto con riscatto fino al recupero dell’edilizia popolare.

Rispetto al 1,6 miliardi annunciati dal Ministro Lupi, il piano approvato (contenuto non in un disegno di legge, ma in una relazione) prevede uno stanziamento di 1miliardo e 741miliardi. Ecco i dieci punti del piano casa: Continua a leggere