TARIFFE: CONFARTIGIANATO, IN PERDITA AZIENDE PUBBLICHE REGIONI SUD

tari-e1430919584452ROMA 22 AGO – Tra giugno 2012 e giugno 2015 le tariffe dei servizi pubblici locali (raccolta rifiuti, trasporti pubblici, parcheggi, istruzione secondaria, mense scolastiche, nidi d’infanzia comunali e certificati anagrafici) sono aumentate del 9,9%, mentre l’inflazione e’ rimasta contenuta ad un aumento dell’1,7%.

E’ quanto sottolinea Confartigianato, che ha calcolato il costo dei servizi pubblici per le tasche di famiglie e imprenditori rivelando una vera e propria impennata negli ultimi due anni che si e’ tradotta in un rincaro del 6,2% delle tariffe a fronte di un modesto aumento dello 0,5% del tasso di inflazione.

A crescere sono le tariffe applicate dalle 1.782 aziende pubbliche partecipate a livello locale, presenti in tutta Italia e nelle quali spesso le perdite superano gli utili di esercizio. Continua a leggere

Tassa sul condizionatore, la verità sull’imposta che ha fatto aumentare la temperatura

tassa-condizionatoriLe alte temperature di questi giorni hanno subito una brusca impennata quando si è diffusa la notizia, riportata da alcuni organi di informazione, dell’introduzione di una tassa sui condizionatori, destinata a rendere ancora più rovente la nostra estate. Ma vediamo in realtà di che cosa si tratta e chi dovrà pagarla, grazie ai chiarimenti offerti dallo stesso Mise.

La tassa sui condizionatori fa riferimento in realtà all’introduzione a partire dal 1 giugno 2014 del cosiddetto libretto d’impianto, di cui proprietari e amministratori di condominio devono dotare il proprio condizionatore o la propria caldaia. Il libretto –  che certifica manutenzione e rottamazione del proprio impianto di riscaldamento/raffreddamento – ha un costo dai 100 ai 200 euro a seconda del tipo e del numero di componenti da certificare. Da qui la mezza bufala di una tassa che colpirebbe i condizionatori

L’obbligo del libretto d’impianto deriva da una direttiva europea  che disciplina l’emissione di anidride carbonica. Inoltre non tutti devono dotarsi del libretto di impianto. L’imposta infatti è dovuta solo nel caso in cui l’impianto di climatizzazione sia superiore ai 12kw. Oggetto delle ispezioni sono gli impianti di climatizzazione di potenza termica utilie nominale non minore di 10kW e di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non minore di 12Kw Continua a leggere

#Edilizia: la crisi dimezza i permessi di costruire

Scendono del 50% le richieste per l’edilizia residenziale, -30% per quella non residenziale. Tengono gli immobili destinati all’agricoltura (-12,9%), crollano quelli industriali (-63%).

ediliziaLa crisi economica ha avuto sul settore dell’edilizia un impatto che non ha eguali in altri settori economici: lo dimostra il fatto che i permessi rilasciati nel Paese nel 2012 per la costruzione di nuovi edifici residenziali sono stati praticamente la metà di quelli del 2007, ultimo anno pre-crisi. Lo rivela uno studio di “ImpresaLavoro”, elaborato sulla base di dati Istat e disponibile online sul sito www.impresalavoro.org.

Dal punto di vista geografico, il danno più contenuto l’ha fatto registrare il Trentino Alto Adige con un calo di “appena” il 18,3%. Molto negativi, al contrario, sono i dati registrati in Lombardia (-52,6%), nel Lazio (-53,9%), in Toscana (-60,2%) e soprattutto in Emilia-Romagna, dove i permessi rilasciati nel 2012 sono meno di un terzo di quelli utilizzati nei livelli pre-crisi (-67,2%).Si tratta di un arretramento che non ha che fare soltanto con la difficoltà del settore immobiliare residenziale ma che è generato anche dalle complessive difficoltà economiche del sistema-Paese. Continua a leggere

Ci vogliono 155ml euro per costruire una casa, ma per una abusiva ne bastano 66ml

casaabusivaIl mattone comincia solo ora a rialzare la testa, ma c’è un comparto che non conosce crisi. è quello delle case abusive. secondo le stime del cresme, nel 2013 sono state costruite 26.000 nuove abitazioni “in nero”.

Un mercato tenuto a galla anche dalla sua convenienza economica: se per costruire un immobile a norma ci vogliono in media 155.000 euro, per uno abusivo ne bastano 66.000

Quello dell’abusivismo edilizio è un business di notevoli dimensioni monitorato daldossier di legambiente ecomafia 2014, che monitora e denuncia puntualmente la situazione della criminalità ambientale.

Una casa abusiva comporta un notevole risparmio perché vengono sottratti gli oneri concessori, l’iva, i versamenti agli operari o i costi professionali

Nel 2013 i reati registrati del cemento sono stati 5511, più di 15 giorno, 7155 sono state le denunce, 21 gli arresti e 1566 i sequesti. la prima regione per reati accertati, 838, più del 15% sul totale nazionale.

A seguire c’è la puglia, anch’essa stabilmente al secondo posto della classifica con 603 reati, subito dopo la calabria con 602 infrazioni, il lazio 468 e la sicilia 392

#PianoCasa : norme nazionali e regionali

Piano Casa a livello nazionale

casaIl Piano Casa è nato nel 2008 col D. Lgs. n.112 del 25 giugno. Ha il duplice obiettivo di rilanciare il settore edile e soddisfare le esigenze abitative delle famiglie italiane.

Il Piano Casa opera su due fronti ben distinti: l’edilizia pubblica residenziale sovvenzionata (con programmi di stanziamenti statali e regionali per famiglie a basso reddito, anziani svantaggiati, studenti fuori sede, ecc.) e l’edilizia privata(incoraggiando demolizioni con ricostruzioni e anche ampliamenti volumetrici in deroga agli strumenti urbanistici vigenti).

In seguito al primo Decreto del 2008, il 31 marzo 2009 è intervenuto l’accordo fra Stato e Regioni, col quale le Regioni si sono impegnate ad approvare proprie normative in materia urbanistica volte a promuovere quanto indicato a livello statale. Oggi per Piano Casa intendiamo quindi non più una singola legge, ma un sistema di normative nazionali, regionali e locali.

Anche ultimamente, con il decreto legge n.47 del 28 marzo 2014, si è utilizzato il termine Piano Casa (o Piano Casa 2 o Piano Casa 2014). Si tratta in quest’ultimo caso di misure prese a livello nazionale inerenti la cedolare secca, il finanziamento al fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e al fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, il piano di ristrutturazione con adeguamento sismico di alloggi popolari, l’aumento degli sconti irpef per chi vive in affitto in alloggi popolari, la possibilità del riscatto a termine degli alloggi sociali, ecc. Si può dire che il decreto cerca di andare incontro alle esigenze abitative dei cittadini e persegue il rilancio del settore edile, quindi correttamente lo si colloca all’interno del sistema normativo del Piano Casa.

Tornando all’accordo fra Stato e Regioni del 2009, da quel momento ogni Regione si è attivata ad adeguare il Piano Casa secondo la propria realtà, ossia osservando le indicazioni nazionali, ma personalizzandole in base alle caratteristiche del proprio territorio, ovviamente per le materie di competenza regionale. Da un lato ciò ha permesso di individuare azioni di riqualificazione mirate a risolvere problemi effettivi regionali. D’altra parte ne è scaturita una serie di normative varie e talvolta poco gestibili dal comune cittadino, anche perché spesso le norme regionali rimandano a regolamenti locali, moltiplicando quindi le difficoltà.


Le normative regionali sul Piano Casa hanno un carattere straordinario, ossia prevalgono sulle previsioni dei regolamenti comunali, degli strumenti urbanistici e delle leggi regionali in contrasto con esse. La straordinarietà dell’applicazione implica anche un effetto a tempo determinato. Le singole normative regionali sul Piano Casa sono state approvate inizialmente con scadenze temporali diverse tra Regione e Regione. Alcune di queste scadenze non sono state prorogate, mentre altre hanno subìto delle proroghe, anch’esse variabili da Regione a Regione.

In questa giungla di leggi e scadenze vorrei riassumere cosa è successo Regione per Regione, in modo da offrire a chi è interessato un punto di partenza per un approfondimento sulla propria area geografica. L’approfondimento diventa necessario perché quanto è accennato di seguito non sempre potrebbe essere applicabile in ogni circostanza, soprattutto quando si parla di edifici in centri storici, aree inedificabili, edifici abusivi, immobili vincolati, parchi, riserve e aree a rischio idrogeologico. L’elenco è in ordine alfabetico per Regione.


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Decreto del FARE: nel silenzio omertoso passa la deregulation totale

decretodelfareedilizia

L’ennesimo e forse definitivo tentativo di sopprimere le conquiste ottenute alla fine degli anni ’60 in tema di spazi pubblici minimi e distanze tra gli edifici dopo i guasti della stagione liberista degli anni ’50 conclusa con il massacro di molte delle nostre città da parte della speculazione edilizia. Continua a leggere

Deturpare Villa Valguarnera, folle progetto visionario o triste realtà ?

20imp valguarnera STAMPA-22Internet è una fonte inesauribile, ti capita di imbatterti in innumerevoli stranezze, inizi una ricerca e …

Non potevo credere ai miei occhi quando mi sono imbattuto in un progetto forse visionario, sicuramente folle !

Villa Valguarnera è un complesso monumentale di interesse storico, architettonico e artistico situato a Bagheria, in provincia di Palermo.

Costruita nel 1712 su progetto di Tommaso Maria Napoli e modificata nel 1780 da Giovan Battista Cascione Vaccarini autore dei nuovi prospetti e della sala ovale al piano nobile, Villa Valguarnera è uno dei complessi monumentali più importanti di Bagheria, ogni angolo emana storia e cultura, varchi l’imponente cancello d’ingresso ed è come rivivere nel passato, un passato fatto di bellezza di eleganza, emozioni uniche.

La vista a 180° sul golfo ti lascia senza fiato, se entri a Villa Valguarnera senti dentro te una sensazione strana, quella che ti impone riverenza per qualcosa di unico.

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Eppure c’è chi all’insegna della modernità e dell’arte architettonica (?), immagina progetti da fantascienza, cemento e business le parole d’ordine.

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Monte Catalfano : che fine ha fatto il Centro di Educazione Ambientale ?

monte-catalfano (1)Bagheria – Sono già passati otto anni dall’annuncio dell’inizio dei lavori ,  sotto la guida dell’amministrazione Fricano, del Centro di Educazione Ambientale (Zona G sulla planimetria allegata), il primo nel Mezzogiorno d’Italia, che doveva sorgere su un terreno confiscato alla mafia destinato per anni a discarica, successivamente requisito dallo stato e riconsegnato alla città per consentirne l’utilizzo a fini sociali .

Il Centro di Educazione Ambientale doveva essere realizzato con materiali eco- compatibili, utilizzando tutte le tecniche più innovative in termini di riciclo dei rifiuti ed energie alternative. L’edificio era stato pensato come prezioso punto di riferimento per studenti di scuole di ogni ordine e grado.  Continua a leggere