Case grandi e indipendenti interessano sempre più agli italiani

Il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia di Bankitalia, in collaborazione con Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate, ha raccolto le opinioni degli operatori del settore immobiliare sulle prospettive delle compravendite degli immobili a uso abitativo. Vediamo quali sono le prospettive e i nuovi trend per il residenziale.

Nello specifico, il sondaggio è stato condotto dal 31 agosto al 20 settembre 2020, coinvolgendo 1.403 agenti immobiliari, intervistati sull’andamento del mercato, sulle compravendite di immobili residenziali e sul mercato degli affitti.

I giudizi sulle prospettive a breve termine sono migliorati, sia per il proprio mercato di riferimento sia per quello nazionale, pur rimanendo orientati al pessimismo. Una larga quota di agenti prevede che l’epidemia avrà effetti negativi sui prezzi delle abitazioni, che si protrarrebbero oltre l’anno in corso.

L’indagine si è concentrate sulle operazioni realizzate nel secondo trimestre 2020, sulla struttura del mercato in cui opera l’agenzia intervistata (numero di potenziali acquirenti e venditori), sui prezzi medi delle case, in vendita o in locazione, oltre a una sezione che ha raggruppato informazioni qualitative su quello che saranno i trend dell’immobiliare nel medio e breve periodo.

Lo scenario che ne viene fuori indica che, nel primo trimestre dell’anno, le agenzie che hanno venduto almeno un immobile sono scese lievemente dal 72,4% al 69,9%, che però è anche il valore più basso dagli inizi del 2015. È aumentato, invece, il numero di agenti che hanno ravvisato una crescita del numero dei potenziali acquirenti, passando dal 9,1% della precedente rilevazione addirittura al 25,2%, soprattutto nelle aree non urbane e, in particolare, in quelle del Nord-Ovest.

L’effetto covid si palese in due aspetti sostanzialmente. Oltre all’aumento registrato per le richieste di abitazioni dotate di una metratura più ampia, si fa particolare attenzione anche a uno spazio esterno vivibile o indipendente, di taglio più grande rispetto agli anni passati. Inoltre, tra gli acquirenti è salita la quota di chi è già proprietario di un’abitazione ma vorrebbe cambiare casa.

Le cause prevalenti di cessazione dell’incarico restano le offerte di acquisto ritenute troppo basse dal venditore (57,8 per cento da 51,9) e la mancanza di proposte di acquisto, a causa di prezzi giudicati troppo elevati dai compratori (53,3 per cento degli operatori da 47,7 della scorsa rilevazione). Rimane contenuta la quota di coloro che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo (26,2 per cento).

Mentre, in media, lo sconto sul prezzo di vendita richiesto è pari al 10,9%. I tempi della trattativa non si discostano molto da quelle delle ultime rilevazioni, per concludere la vendita sono necessari in media 7 mesi e mezzo. La percentuale di compravendite finanziate da mutuo sale 66,9% del precedente rilevamento al 75,2%.

Per quanto riguarda gli affitti, invece, il 68,6% degli agenti ha detto di aver locato almeno un immobile. Per i canoni però il sentimento è negativo, in compenso aumenta, anche se marginalmente, la percentuale di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore: 4%.

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