CENTO PASSI PER IL LAVORO, L’INNOVAZIONE, LA DIGNITÀ SOCIALE

Il lavoro è il frutto di politiche lungimiranti nelle scelte, accorte nell’uso delle risorse e virtuose nella spesa. Ma è anche un’emergenza che pretende risposte congiunturali immediate.

La Sicilia esce profondamente mutata da un decennio di crisi globale che ha prodotto devastazioni del tessuto sociale ed ha profondamente cambiato la struttura dell’economia siciliana. I giovani rappresentano un’autentica emergenza sociale: almeno due generazioni rischiano di restare tagliate fuori dal mondo del lavoro.

Bisogna dar vita ad un piano straordinario di inserimento delle giovani generazioni nel mondo del lavoro, senza ripetere esperienze passate di creazione di precariato destinato a diventare preda dei cacciatori di consenso clientelare.

La strada maestra è finalizzare alla creazione di lavoro produttivo le risorse disponibili con il nuovo ciclo di programmazione della spesa dei fondi strutturali, correggendo radicalmente la rotta di programmazione e spesa seguita fino ad ora dal governo regionale.

La Sicilia ha dovuto restituire all’UE circa 117 milioni di euro ma – ciò che è più grave – per accelerare la spesa si è trascurata la qualità degli interventi finanziati che spesso sono rimasti estranei a qualunque strategia di programmazione dello sviluppo.

Un altro decisivo campo di azione deve essere un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture di servizio alla collettività, usando in modo coordinato tutte le risorse nazionali e regionali disponibili(per esempio i fondi per la messa in sicurezza delle scuole, gli interventi per il risanamento ambientale, gli investimenti per le periferie urbane…).

Spesso ci sono i fondi, ma mancano i progetti: l’azione della Regione deve anche saper orientare le amministrazioni locali ad incrementare la propria capacità progettuale.

Infine il patto per la Sicilia, finanziato con le risorse nazionali per lo sviluppo, che mette a disposizione della Sicilia circa 2,1 miliardi cui vanno sommato i 960 milioni disponibili nelle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina.  Si tratta di interventi  di  varia dimensione destinati ad  assumere (specie quelli medio-piccoli che possono rapidamente partire) una valida funzione anticongiunturale e di sostegno alla ripresa dell’occupazione.

Noi ci impegneremo ad attivare la cabina di regia e a far partire subito i cantieri accelerando tutte le operazioni connesse agli affidamenti, nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza.

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