LE MIE IDEE E PROPOSTE PER PALERMO

Inizio concentrandomi sullo stato dei quartieri di Palermo, facendo un’analisi delle cose fatte dall’attuale amministrazione comunale e suggerendo alcuni spunti che vadano nella direzione di migliorare la qualità della vita di cittadini e cittadine.

quartieri-trasparente-coloratiI quartieri rappresentano, dal mio punto di vista, un importante ambito di analisi per comprendere in che modo operare.

Occuparsi di quartiere significa ragionare intorno all’esperienza urbana e all’organizzazione della vita quotidiana della città.

I quartieri di Palermo, all’interno delle 8 circoscrizioni, sono spazi chiave della quotidianità, attraverso i quali gli abitanti dovrebbero accedere a risorse materiali e sociali e costruire le proprie opportunità di vita.

zen-2Palermo è una realtà complessa ad elevata eterogeneità sociale, economica, demografica e identitaria. Alcuni quartieri vivono ancora oggi, oltre al degrado urbano, un elevato disagio sociale ed economico.

vucciriaPenso, in particolare, ad alcune periferie deprivate e senza risorse, in cui finiscono per trovarsi confinati coloro che sono esclusi dalle opportunità di mobilità fisica e sociale … ed ai quartieri “più vissuti” del centro storico, in cui abitano individui e famiglie che cercano di far fronte alla crescente complessità della vita di tutti i giorni.

diapositiva3Aspetti della qualità della vita dei cittadini come i rapporti sociali, il lavoro e l’abitazione sono utili per comprendere cosa è stato fatto fino ad oggi e come poter intervenire in futuro, attraverso un’efficace programmazione degli interventi.

RAPPORTI SOCIALI

È sotto gli occhi di tutti che la rotta tracciata dall’attuale amministrazione è stata quella di voler cambiare il volto della città partendo proprio dal recupero delle zone degradate, dal centro alle periferie, attraverso la riqualificazione urbana di piazze, vie e aree verdi.

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La riqualificazione urbana, infatti, oltre a essere utile dal punto di vista estetico, rappresenta uno degli aspetti necessari per consentire di sviluppare quei rapporti sociali che ridiano senso di appartenenza al quartiere come elemento caratterizzante dell’individuo e della sua auto-definizione.

diapositiva5È importante quindi continuare su questo percorso di riqualificazione urbana  – anche grazie ai progetti ed alle risorse extracomunali (624 mln) recepite attraverso il Patto di Palermo, il Pon Metro, l’Agenda Urbana, il Patto per la Sicilia, ecc. questo percorso però va implementato, attraverso nuovi progetti e maggiore impegno per l’individuazione di ulteriori risorse e la valorizzazione di quelle energie vive ed importanti della miglior parte della cittadinanza attiva presente a Palermo.

diapositiva6Penso ad esempio al progetto del Parco della Salute al Foro Italico. Un progetto portato avanti da oltre 60 associazioni presenti sul territorio, che con risorse proprie (200 mila euro) e l’appoggio dell’amministrazione, sono riuscite a realizzare un gioiello a servizio della cittadinanza, gestito e curato dai volontari delle stesse associazioni e sostenuto attraverso donazioni libere. Ecco questo potrebbe essere un esempio da valorizzare e replicare anche in altre aree della città.

Oltre a quello urbanistico, bisogna analizzare anche l’aspetto amministrativo e quello Sociale dei quartieri.

ASPETTO AMMINISTRATIVO e SOCIALE (CIRCOSCRIZIONI)

circoscrizioniA mio modo di vedere, l’attuale funzione delle Circoscrizioni appare inefficace e marginale rispetto alle reali esigenze del territorio.

È importante che le circoscrizioni diventino piccoli municipi con un vero decentramento di deleghe e risorse, e non rimangano inutili e costosi stipendifici privi di poteri delegati da parte dell’Amministrazione comunale.

Le Circoscrizioni così rinnovate dovrebbero funzionare come anello di collegamento tra i comitati di quartiere – strumento idoneo a catalizzare la passione e l’entusiasmo della cittadinanza attiva nei confronti del nostro territorio – e l’amministrazione, fornendo mezzi e risorse utili all’importante funzione svolta dagli stessi comitati.

comitatiSecondo il mio parere, c’è bisogno di una maggiore attenzione nei confronti di queste realtà, che oltre a sollecitare l’amministrazione, se potenziati, potrebbero svolgere:

  • attività di ascolto e di sostegno per i bisogni del cittadino (attraverso eventuali sportelli ad hoc distribuiti uniformemente su tutto il territorio comunale);
  • organizzazione di eventi per promuovere i quartieri e facilitare processi di aggregazione sociale nei rioni;
  • promozione delle realtà commerciali attraverso un miglior coordinamento con eventuali Centri Commerciali Naturali;
  • attività di informazione del cittadino sulle diverse opportunità e diritti a lui spettanti (buono scuola, rimborso tarsu, sostegno per l’affitto ecc.) oltre alla cronaca dei quartieri;
  • attività di formazione su varie tematiche (differenziata, ecc) per puntare a quel cambiamento culturale che serve alla città.

cocomeroUn’idea vincente, potrebbe essere quella di far nascere in ogni quartiere, negli edifici pubblici dismessi e restituiti alla cittadinanza, le “Case delle Comunità”. Spazi di democrazia partecipata e di governo dei processi di recupero urbano, di rilancio economico locale e di sviluppo dei servizi sociali e culturali delle comunità, adatti a ospitare e creare occasioni di formazione e informazione, accogliendo i bisogni delle comunità territoriali, a partire dai bambini, dagli anziani e delle fasce attualmente escluse dal diritto alla città e alla cittadinanza.

Le Case delle comunità potrebbero, inoltre, facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel loro territorio, attivando incubatori di microimpresa e reti di collaborazione e auto-formazione.

Queste strutture erano state pensate nell’ambito di un percorso politico partecipato realizzato nel 2012 a Roma dalla “Confederazione delle Comunità Metropolitane Romane” (Co.Co.Me.Ro) proprio per ospitare tutte le forme di organizzazione sociale, culturale e ambientale del quartiere.

img_0730A tal proposito, un primo passo da  fare in tal senso sarebbe quello di sbloccare progetti già pronti da destinare come Casa delle comunità.

diapositiva11Penso ad esempio al restauro del Collegio della Sapienza a Piazza Magione. Un progetto che già nel 2006 vedeva destinati circa 2 milioni e mezzo di euro per far rinascere l’enorme struttura, destinata a diventare ostello della gioventù e sportelli per l’associazionismo legato alla diffusione della cultura della legalità. (abbiamo già i progetti e bisogna capire come intervenire per sbloccarli).

Come dicevo in precedenza gli altri due importanti aspetti da analizzare riguardano l’ABITAZIONE e il LAVORO.

diapositiva12Da un recente studio pubblicato su OpenPolis, relativo alla capacità dei comuni di rispondere all’emergenza abitativa, viene fuori che Palermo risulta essere agli ultimi posti della classifica nazionale per spesa procapite per l’edilizia pubblica. Appena 3,97 €. spesi per abitante contro i 75,00 €. spesi a Milano.

A Palermo c’è una drammatica emergenza abitativa con oltre 4000 persone a cui viene negato il diritto alla casa e 1700 famiglie in attesa di un alloggio (Edilizia Residenziale Pubblica o relativi beni confiscati alla mafia). A questi si aggiungono i nuovi disagiati. Vale a dire tutte quelle famiglie monoreddito, i giovani universitari ed i pensionati che non possono permettersi di acquistare una casa o prenderla diapositiva13in affitto a prezzi di mercato.

Se è vero che l’amministrazione comunale negli ultimi anni ha usato sempre di più i beni confiscati per dare risposte e tamponare l’emergenza (100 nel 2014, 130 nel 2015, 162 fino a luglio 2016) è vero pure che non basta.

C’è bisogno di implementare questa azione attraverso varie fasi:

Maggiore trasparenza sul portafoglio di immobili ERP e confiscati alla mafia vuoti, a disposizione dell’amministrazione e dell’ex IACP (ex Provincia, oggi in capo alla Regione).

Perché è davvero difficile reperire dati aggiornati e completi, al fine di: fare una ricognizione sull’uso che se ne fa,  ed un eventuale proposta per la destinazione delle stesse abitazioni.

– provvedere, anche attraverso il raccordo con l’ex IACP, alla realizzazione di un piano per definire la spesa esatta per la manutenzione e la ristrutturazione delle eventuali case popolari inutilizzate presenti sul territorio;

accelerare sui progetti già in essere di Housing Sociale, ovvero la realizzazione di alloggi da destinare alle fasce di popolazione svantaggiate che non possono pagare l’affitto a prezzi di libero mercato.

diapositiva15L’amministrazione comunale, infatti, si è già offerta in passato di mettere a disposizione 13 aree di sua proprietà o disponibilità, come l’ex macello, l’ex Cotonificio a Partanna Mondello, ecc, sulla quale realizzare interventi pilota di social housing, in collaborazione con l’ANCE (associazione costruttori) e l’Associazione Bancaria in Sicilia. Purtroppo, però, al momento tutto è fermo.

Avviando i progetti di social housing, oltre a far ripartire il mercato del lavoro edile palermitano e tutta la filiera collegata con consumo di suolo zero, destinando i nuovi appartamenti realizzati all’affitto a canone calmierato o alla vendita a costi contenuti si potrebbero reperire le risorse per finanziare i lavori di manutenzione e di ristrutturazione che servono per quegli appartamenti inutilizzati. (Anche opere in contropartita da parte delle ditte edili coinvolte).

Quindi, riassumendo, la mia proposta sarebbe quella di:

– implementare il decentramento nei quartieri;

– rendere più efficace l’azione delle varie realtà sociali e della cittadinanza attiva, attraverso la loro valorizzazione;

– essere più sensibili ed incisivi nell’affrontare il tema del diritto all’abitare di chi verte in condizioni di reale disagio.

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