PALERMO: SUNIA DIFFIDA COMUNE, CANONI TROPPO ALTI E INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE AUMENTATE

#Palermo. Se quanto affermato dal #Sunia corrisponde a verità è molto grave! Il #diritto alla #casa va tutelato. Chi vive nel #disagioabitativo va aiutato non perseguito e costretto a non poter pagare.

casaPALERMO, 10 feb. (Adnkronos) – Diffida del Sunia al Comune di PALERMO. Il sindacato degli inquilini ha chiesto lo stop dell’invio dei preavvisi di decadenza per morosità, e delle procedure di esecuzione, agli abitanti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Secondo il sindacato, da alcuni mesi, il Comune “sta notificando questi avvisi di decadenza chiedendo il pagamento di canoni per importi superiori, del 20 e del 30 per cento, a quelli del libero mercato”.

Il Sunia contesta anche la richiesta di canoni di indennità di occupazione “che vengono inviati dopo la risoluzione dei contratti a chi è moroso, determinati in maniera unilaterale, con cifre che raggiungono i 600 euro ad appartamento rispetto al limite massimo stabilito dalla normativa di 210”.

“Sono importi troppo alti rispetto ai valori di mercato, assolutamente insostenibili per chi ha redditi modesti – dice il segretario del Sunia PALERMO Zaher Darwish – Le illegittime notifiche di questi giorni stanno gettando nel panico centinaia di famiglie prive di reddito. Il rischio di perdere la casa è concreto. Il Comune si comporta come una qualsiasi azienda privata che punta a realizzare il massimo guadagno”.

La diffida è stata inviata al sindaco Leoluca Orlando e al servizio Politiche abitative del Comune. Il sindacato afferma di aver chiesto più volte un incontro sul tema al primo cittadino e al vice sindaco.

“Non siamo mai stati convocati ai tavoli, per questo abbiamo deciso di intraprendere le vie giudiziarie – spiega l’avvocato Pietro Brancato che firma l’atto di diffida – L’indennità di occupazione, unilateralmente determinata dal Comune, è assolutamente sproporzionata e non tiene conto di quelle che sono le reali condizioni degli appartamenti, quasi tutti in pessimo stato di conservazione. C’è chi vorrebbero riscattare l’immobile ma vengono chieste cifre elevatissime. Chiediamo di rideterminare gli importi e di analizzare i singoli casi per consentire alla gente di mettersi in regola”.

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