Bagheria: Tutti i nodi del bluff M5S stanno venendo al pettine

romannzo baghereseBAGHERIA, 08 sett. “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”, così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”.

Trasparenza, legalità, rispetto per l’ambiente, competenza ed onestà. Questi i pilastri su cui si basava il programma e l’azione amministrativa che Patrizio Cinque intendeva portare avanti insieme alla sua squadra di governo, forte di una schiacciante maggioranza ottenuta grazie ad una legge elettorale “favorevole” ed accordi di varia natura, chiusi al ballottaggio con forze politiche locali di destra.

Oggi a più di un anno di distanza il bilancio non può che essere definito disastroso. Ogni giorno vengono fuori polemiche sulla “mala” gestione della cosa pubblica a cominciare dai cambi ai vertici della dirigenza, che andavano fatti, ma che in qualche caso sono del tutto discutibili, sopratutto in ruoli delicati da sempre oggetto di “interessi” speculativi da parte di boss mafiosi ed affaristi senza scrupoli.

Che dire delle consulenze e degli incarichi esterni. Oramai è di dominio pubblico  che l’amministrazione pentastellata prediliga parenti e stretti “compari” con buona pace della preparazione e della reale competenza.

Ci sarebbe un elenco infinito di cose non fatte o fatte in maniera poco lecita. Mi limiterò ad indicarne qualcuna come:

  • il mancato acquisto delle divise per il corpo dei Vigili urbani del Comune di Bagheria al fine di qualificarli nel loro ruolo nonché di renderli riconoscibili;
  • la mancata risposta sull’eventuale predisposizione dei controlli periodici, agli stessi Vigili urbani, necessari a giustificare e certificare la detenzione e l’uso delle armi in dotazione;
  • la mancata predisposizione ed approvazione del regolamento dello stadio comunale ed il relativo affidamento ad alcune associazioni sportive vicine ai consiglieri comunali del M5S, Giammarresi e Bellante, in maniera arbitraria ed attraverso autorizzazioni di dubbia legittimità;
  • la mancata verifica sulla legittimità della nomina del geometra Giuseppe Traina, commissario ad acta in via sostitutiva per l’emissione dei provvedimenti sanzionatori previsti dalla legge e in particolare quelli relativi alla esecuzione delle demolizioni, all’immissione in possesso, alla trascrizione dei registri immobiliari ex art. 7, della legge 28 febbraio 1985, n. 47;
  • il mancato ripristino del numero legale dei componenti del collegio dei revisori dei conti, a seguito delle dimissioni dalla carica di presidente, presentate il 30 gennaio 2015 dal dottor Antonino Mineo;
  • la mancata trasmissione al Consiglio comunale dello schema di ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato ai sensi dell’art. 259, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la quale sono abbondantemente trascorsi i termini per la presentazione e quindi per l’approvazione;

Tutte cose note agli enti preposti. Enti che fino a ieri non hanno mosso un dito e che oggi stanno cominciando a rispondere, dopo le opportune denunce ed esposti dei Consiglieri comunali, Maddalena Vella e Massimo Cirano, supportati dal Senatore Francesco Campanella che a maggio ha presentato opportuna interrogazione al Ministro dell’Interno, per questi ed altri fatti gravi denunciati.

L’assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica nei giorni scorsi ha dato seguito a due importanti esposti dei Consiglieri Vella e Cirano.

Una prima nota riguarda la mancata presentazione della “relazione scritta al consiglio comunale sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta nonché su fatti particolarmente rilevanti“. Omissione per la quale è previsto dalla legge la sospensione o addirittura la rimozione del Sindaco. Ad oggi sia i consiglieri che gli uffici regionali non hanno ricevuto alcun atto e di fatto Patrizio Cinque dovrebbe già risultare sospeso o rimosso.

Alcuni esperti della materia affermano che questa norma, pur essendo in vigore in Sicilia, non ha mai visto la sua applicazione. Il motivo sta nel fatto che tutti i “vecchi” amministratori si sono sempre coperti fra loro perchè a nessuno  piace perdere la poltroncina di Sindaco, assessore o consigliere.

Della questione sta per essere chiamato a rispondere il Ministro dell’Interno a cui viene  chiesto, con un ulteriore atto ispettivo del Sen. Francesco Campanella,  quali misure intenda adottare al fine di sollecitare l’Assessorato delle autonomie locali e della funzione pubblica  della regione Sicilia alla tempestiva applicazione di quanto disposto dall’art. 1 lettera g) della Legge regione Sicilia n. 48  del 11 dicembre 1991.

Una seconda nota invece riguarda il comportamento parziale e poco democratico della Presidente del Consiglio comunale Claudia Clemente, che adesso dovrà spiegare agli organi preposti (con cortese urgenza),  il perché delle sue azioni nei confronti delle minoranze in Consiglio.

L’amministrazione a 5 stelle, qualche “onorevole” all’ARS e qualche altro vecchio ras di Bagheria adesso nell’ombra, continuano a non parlare delle loro malefatte, spostando l’attenzione su altro o propinando  scuse e giustificazioni che non reggono. Nessuna propaganda potrà nascondere la verità. E qui la verità viene a galla giorno dopo giorno.

I cittadini chiedevano la trasparenza, la legalità, il rispetto per l’ambiente, la competenza e l’onestà nel M5S e paradossalmente hanno trovato questi elementi in eletti espulsi perchè menti pensanti non gestibili. Ci resta solo di aspettare e meditare bene per il futuro dei nostri territori.

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