Di carcere si muore. Cadaveri in cerca d’autore

Scritto da  Vincenzo Andraous

ucciardone2ROMA – Partendo dall’idea che di galera non si debba parlare, dei morti ammazzati dentro una cella neppure, del suo sovraffollamento meno ancora, volendo così  significare che l’ingiustizia è stata finalmente sanata, mi sovviene un pensiero che rafforza drammaticamente quel che è già risaputo da tempo: più la galera sarà ridotta a un lazzaretto disidratato, più chi poco conosce della prigione risulterà contento.

Chiaramente si tratta di una disattenzione che renderà il cittadino ulteriormente allarmato, ovvero alla ricerca di sempre nuove sanzioni restrittive che però non risolveranno i problemi che affliggono la società di cui è parte. Una sorta di autoipnosi collettiva, perché è provato dalla recidiva inequivocabile che le carceri punitive non consentono alcuna rieducazione, alimentando ben poca “sicurezza” per quei cittadini che invece auspicano una giustizia giusta.

Sul carcere è franato un silenzio spesso come la pece, frutto di un’architettura sofisticata al punto da non obbligare ad alcuna indignazione, neanche per  le patologie a doppia diagnosi che s’espandono nelle celle di una prigione. C’è silenzio feroce della notizia, tramortita dall’estate in dirittura conclusiva, contiene un messaggio sottotraccia, non bisogna parlarne troppo, occorre evitare strilli e urla, sono “eventi critici” che dalla notte dei tempi appartengono al novero delle “insindacabilità” carcerarie. Continua a leggere

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#Grecia: Segreteria di #Syriza su recenti sviluppi politici

logo_syrizaA tutti i partiti della Sinistra Europea
A tutti i partiti di sinistra e progressisti, amici e fraterni

Atene, 26 agosto 2015

Cari compagni e amici,


il 20 agosto il primo ministro greco, il compagno Alexis Tsipras, in un discorso alla nazione ha annunciato le sue dimissioni e ha chiesto al Presidente della Repubblica di avviare il processo costituzionale per le elezioni anticipate (da tenersi possibilmente il 20 settembre). Lo stesso giorno il compagno Tsipras si è recato dal Presidente della Repubblica greca Pavlopoulos e ha ufficialmente rassegnato le sue dimissioni. Continua a leggere