Perché il prezzo della benzina scende così poco nonostante il crollo del prezzo del petrolio?

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Nonostante il crollo del prezzo del petrolio, quello dei carburanti non è sceso moltissimo, soprattutto in Italia

Nel corso degli ultimi 12 mesi il prezzo del petrolio è sceso in modo costante e molto rilevante: ha avuto un piccolo rialzo nel mese di febbraio 2015 e un altro tra marzo e giugno 2015, ma in totale si è più che dimezzato passando da più di 100 dollari al barile a meno di 50. Insieme al prezzo del petrolio oscillano i prezzi di molti altri prodotti, perché il petrolio è un elemento impiegato nella loro produzione: alcuni di questi sono i carburanti per il trasporto, come la benzina e il gasolio (quello dei motori diesel) che vengono ottenuti dalla distillazione del petrolio greggio.

Nonostante il crollo del prezzo del petrolio, però, in Italia il prezzo della benzina e del gasolio ha avuto una flessione molto modesta. In generale l’andamento del prezzo della benzina segue quello del petrolio greggio ma in modo più elastico e spesso con qualche ritardo, come mostra questo grafico interattivo di Prezzibenzina. Una delle ragioni è che i produttori di benzina spesso comprano il petrolio con contratti “futures”: contratti in cui si prevede la consegna subito ma il pagamento in un momento successivo a un prezzo concordato nel presente. In questo modo i produttori si assicurano la merce per un prezzo fisso, almeno per un po’, e non devono preoccuparsi delle piccole oscillazioni quotidiane. Tuttavia è indubbio che l’andamento del prezzo industriale della benzina segua quello del prezzo del petrolio greggio: allora perché i prezzi della benzina sono diminuiti così poco?

Bisogna innanzitutto considerare la differenza tra il prezzo industriale della benzina e il prezzo finale. Il prezzo industriale è quello a cui i produttori decidono di vendere la benzina, una volta considerati i costi di produzione e di trasporto. Il secondo è quello che effettivamente le persone pagano quando vanno a rifornirsi presso i distributori. In Italia la differenza tra questi due prezzi è particolarmente alta: il prezzo industriale è circa 0,562 euro al litro, in linea con la media europea (0,561); il prezzo finale invece è oggi circa 1,649 euro al litro. Per dare un’idea: in Spagna il prezzo finale si aggira intorno a 1,3 euro al litro e in Francia arriva a un massimo di 1,560.

Il prezzo finale differisce così tanto da quello industriale a causa delle accise e dell’IVA. Le accise sono un particolare tipo di imposta che colpiscono un bene nel momento in cui viene consumato. Come potete vedere dal grafico qui sotto, fornito dal ministero per lo Sviluppo Economico, le accise gravano sul prezzo finale per 0,728 euro, più dell’intero prezzo industriale. L’IVA, al 22 per cento, per 0,29  euro.

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Per quanto riguarda il gasolio, la situazione è sostanzialmente la stessa, anche se le accise sono leggermente più basse. Nel caso del GPL (gas di petrolio liquefatti), invece, accise e IVA sommate consistono in meno della metà del prezzo totale.

Il secondo grafico permette di farsi un’idea più chiara di quanto il prezzo finale del carburante sia costituito dalle imposte. Per la benzina il prezzo al netto delle imposte, quello industriale, corrisponde a circa la metà del totale delle imposte. Nell’ultimo anno, comunque, le accise sulla benzina sono scese: prima risultavano in 0,731 euro per litro. Se volete divertirvi a esplorare l’andamento dei prezzi dei carburanti nell’ultimo anno per vedere quanto poco sia variato il prezzo finale potete usare questa pagina del ministeroQui invece qualche dato sul consumo di carburante a giugno 2015.

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Le accise sui prezzi dei carburanti sono molte e sono state a poco a poco aumentate di numero in momenti di particolare necessità per il bilancio dello stato: spesso però una volta finita la necessità sono state lasciate.In questa tabella potete vedere quali leggi hanno causato gli aumenti più recenti e a quali leggi saranno dovuti gli aumenti futuri.

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