Parigi, multa a chi non converte gli uffici inutilizzati in abitazioni da vendere o affittare

scritto da: team 18 luglio 2014, 11:45
ufficioParigi mette alle strette i proprietari di uffici sfitti e inutilizzati. verranno multati se non convertiranno gli spazi in abitazioni residenziali da vendere o affittare. e le sanzioni sono tutt’altro che leggere: per il primo anno corrisponderà al 20% del valore locativo dell’immobile, per il secondo al 30% e per il terzo al 40%.

Più che come una nuova tassa, l’amministrazione parigina ha presentato il nuovo regolamento come un incentivo per ottimizzare il parco immobiliare esistente, dando una risposta all’emergenza abitativa e evitando un ulteriore consumo di suolo. ma la cosa non è piaciuta ai prorietari perché i costi di conversione di un ufficio in una residenza sono così alti che è più conveniente pagare l’ammenda.

Senza contare che questo potrebbe lasciar spazio a contratti fasulli, con canoni simbolici versati dalla proprietà stessa.

Il regolamento fa parte di un piano più alto che comprende anche la riconversione in abitazioni di sedi statali e parastatali inutilizzate e lo sfruttamento di aree statali e parastatali inutilizzate appartenenti all’autorità sanitaria statale, alle ferrovie e alla ratp per la realizzazione di 200 case.

E a partire dall’anno prossimo partiranno anche gli incentivi per i proprietari che decideranno di affittare le proprie abitazioni a “inquilini ad alto rischio”.

Un nuovo ente a metà tra pubblico e privato si farà garante di eventuali caparre o mensilità non versate.

Continua a leggere

Annunci

Il mattone d’oro del Vaticano: in Europa un patrimonio immobiliare di almeno un miliardo

scritto da: team 18 luglio 2014, 9:38

vaticanoIn un’inchiesta esclusiva, di cui è stata data un’anticipazione, l’espresso presenta un’analisi completa degli investimenti della santa sede in tutta Europa.

Da una relazione della COSEA, la dissolta commissione referente sulle strutture economiche del Vaticano, si scopre l’esistenza di un patrimonio di 9-10 miliardi, di cui 8-9 in titoli e uno di immobiliare.

A gestire la maggior parte degli investimenti del vaticano è l’APSA. è questa a controllare la Sopridex Sa, proprietaria di immobili di lusso nel centro di Parigi, e attività iscritte a bilancio che arrivano a 46,8 milioni di euro.

All’APSA fanno capo anche dieci società svizzere che, insieme alla Profima sa, gestiscono proprietà e terreni nella confederazione elvetica e in mezza Europa, per un valore di 18 milioni.

In Inghilterra il Vaticano possiede possiede la British Grolux Investments ldt, fondata nel 1933, che gestisce oggi attività per 38,8 milioni di euro inclusi negozi di lusso in new bond street.

In Italia , oltre alla Propaganda Fide (con un patrimonio stimato di circa 7 miliardi) controlla pure le società Sirea e Leonina, che valgono oltre 16 milioni.

Il bilancio finale parla di case e appartamenti sparsi in Europa che nel 2013 hanno toccato il valore complessivo di 342 milioni, quello del portafoglio in euro ha superato 475milioni, a cui si devono aggiungere anche titoli per 137 milioni di dollari, 33 milioni di sterline e 17 mioni di franchi svizzeri.

 

 

Anci: utilizzare gli immobili degli enti pubblici sfitti o disponibili per fronteggiare l’emergenza abitativa

scritto da: team 18 luglio 2014, 10:19


LImmobili-pubblici-il-piano-per-venderli-e-per-abbatettere-il-debito_h_partb‘emergenza abitativa è un problema che deve essere risolto subito
 e non c’è spazio per i rinvii.

E’ questo il succo di una lettera aperta inviata dal Presidente dell’associazione dei comuni italiani, ai Ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, nella quale si chiede di adottare al più presto misure e provvedimenti, tra i quali, ad esempio, l’utilizzo del patrimonio edilizio pubblico per far fronte al fabbisogno abitativo.

In una lettera inviata ad Angelino Alfano e Maurizio Lupi, Fassino ribadisce l’apprezzamento per “l’attenzione riservata alle tematiche inerenti le politiche abitative”, come l’emanazione del decreto 47 del 28 marzo scorso, ma segnala anche che “il suddetto provvedimento contiene disposizioni che stanno generando alcune problematiche”, come ad esempio “quelle volte a impedire che chiunque occupi abusivamente un immobile possa chiedere la residenza e l’allaccio ai pubblici servizi”, senza “consentire ai comuni di verificare le singole situzioni di disagio e definire le soluzioni più opportune”.

Per far fronte ad un’emergenza che non ammette rinvii, è necessario “definire al più presto le modalità e la tempistica di erogazione dei fondi, e adottare le misure e i provvedimenti che consentano di fronteggiare l’emergenza abitativa”.

Una misura importante sarebbe quella di consentire “l‘utilizzo del patrimonio edilizio pubblico o di enti pubblici sfitti o disponibili, consentendo ai comuni di fare accordi con i soggetti proprietari al fine di renderli disponibili per il disagio abitativo”

Ecco chi si nasconde nell’ombra di #Renzi

renziberludi Franco Fracassi – 13 febbraio 2014
La destra repubblicana neocon e quella israeliana, l’Arabia Saudita, Morgan Stanley, Mediobanca, De Benedetti e Caltagirone. Dietro Renzi non c’è spazio per il Quinto Stato.
Quando negli anni Ottanta Michael Ledeen varcava l’ingresso del dipartimento di Stato, al numero 2401 di E Street, chiunque avesse dimestichezza con il potere di Washington sapeva che si trattava di una finta. Quello, per lo storico di Los Angeles, rappresentava solo un impiego di facciata, per nascondere il suo reale lavoro: consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca. Ledeen è stato la mente della strategia aggressiva nella Guerra Fredda di Ronald Reagan, è stato la mente degli squadroni della morte in Nicaragua, è stato consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, è stato una delle menti della guerra al terrore promossa dall’Amministrazione Bush, oltre che teorico della guerra all’Iraq e della potenziale guerra all’Iran, è stato uno dei consulenti del ministero degli Esteri israeliano. Oggi Michael Ledeen è una delle menti della politica estera del segretario del Partito democratico Matteo Renzi.

Forse è stato anche per garantirsi la futura collaborazione di Ledeen che l’allora presidente della Provincia di Firenze si è recato nel 2007 al dipartimento di Stato Usa per un inspiegabile tour. Non è un caso che il segretario di Stato Usa John Kerry abbia più volte espresso giudizi favorevoli nei confronti di Renzi. Continua a leggere