Il DL del Fare apre all’abusivismo edilizio? Il caso delle case mobili

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Il Decreto Legge cosiddetto “del Fare” è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e convertito in legge il 20 agosto 2013. L’intento della legge è quello di semplificare il panorama fiscale e lavorativo così da rilanciare l’economia di un Paese considerato dalle “larghe intese” paralizzato.

Ma tra le diverse disposizioni ce n’è una di carattere ambientale che ha fatto rizzare i capelli ad alcune associazioni, prima fra tutte Italia Nostra. All’articolo che riguarda “l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee” si aggiunge, nel comma 4 dell’articolo 41, la dicitura: “All’articolo 3, comma 1, lettera e.5), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dopo le parole esigenze meramente temporanee, sono aggiunte le seguenti ancorché siano posizionati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti”.
Cosa significa in poche parole questa aggiunta?

«Significa che si potranno realizzare case mobili o mobile house anche in aree vincolate paesaggisticamente e di pregio naturalistico, senza permesso di costruire» risponde Emanuele Montini, avvocato di Italia Nostra che ha lanciato l’allarme. «Questa disposizione non viene neanche integrata con disposizioni limitative in ordine alle dimensioni e ai materiali, cosicché potremmo trovarci, per esempio, palazzine viola costruite a pochi metri dalla costa».
Secondo l’avvocato la disposizione rischia di dare il tacito permesso di ancorare al suolo, e quindi far diventare immobile ciò che prima era mobile, vere e proprie case abitate anche all’interno delle strutture ricettive all’aperto, tra cui i campeggi.

«E ben sappiamo che molti campeggi, soprattutto quelli sulle coste, hanno la caratteristica di essere posizionati proprio nei punti più suggestivi del nostro Paese» continua Montini «proprio lì dove la speculazione edilizia, fino ad ora, aveva avuto più difficoltà ad entrare».
Fine del campeggio come lo abbiamo sempre immaginato? Effettivamente la legge permetterebbe ai campeggiatori di diventare fittavoli e i gestori del campeggio trasformarsi in albergatori e, oltre a creare un danno per i campeggiatori amanti di tenda e roulottes, le coste si trasformerebbero in piccole lottizzazioni.

«Se qualcuno ha cercato di difendere il provvedimento invocando il fatto che si tratterebbe di case-palazzine ma pur sempre mobili» conclude Montini «è stato smentito clamorosamente dalla modifica apportata in sede di conversione alla Camera, dalla maggioranza e dal Governo quando nella seduta notturna di commissione è stata tolta la parola “posizionati” riferita a queste case prefabbricate, e sostituita con la parola “installati”, tanto se a qualcuno fosse rimasto qualche dubbio sulla vera intenzione di questa disposizione».
A nulla sono serviti gli ordini del giorno del M5S presentati a maggio 2013.
Intanto l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) fa sapere di non conoscere nello specifico il comma: «L’ANCE si è espressa su altri elementi – risponde l’ufficio stampa – a proposito della legge in questione. Possiamo dire che in generale la nostra associazione è sempre stata contraria a qualunque scorciatoia o legge volta a favorire pratiche di condono o abusivismo. Se questa legge dovesse rivelarsi una deregulation delle regole fin qui esistite, l’ANCE si schiererà contro. Se invece, ma non sappiamo se sia il caso di questo comma specifico, si tratta di una semplificazione del panorama legislativo in materia allora l’associazione potrebbe appoggiarla ma solo se tale semplificazione verrà accompagnata dai dovuti controlli e dalle garanzie di legalità. L’ANCE è a favore delle regole, non della speculazione indiscriminata del territorio».
Intanto però il business delle mobile house è partito, come conferma Montini: «I nostri sospetti sono stati confermati: provate ad andare a chiedere nei campeggi se hanno le mobile house. Scoprirete che molti di questi hanno fatto partire i loro ordini poco tempo dopo la conversione in legge. Non aspettavano altro».

Maurizio Bongioanni da BioEcoGeo

link all’articolo originale:
http://www.bioecogeo.com/2013/10/28/il-dl-del-fare-apre-allabusivismo-edilizio-il-caso-delle-case-mobili.html

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