PRG di Bagheria : “osservare” non significa opporsi, ma collaborare

schema massima gifBagheria – lunedì 20 maggio 2013 sarà prelevato e discusso in Consiglio Comunale, il punto riguardante l’adozione del nuovo Piano regolatore generale. Strumento di pubblica utilità che per la sua valenza economica, sociale, produttiva, culturale, paesaggistica, ecc. , investe l’interesse di tutta la cittadinanza.

Questo articolo ha lo scopo di informare la cittadinanza sulla procedura di approvazione del PRG e sui mezzi a disposizione dei cittadini, ai sensi della L. 1150/1942, affinchè chiunque possa contribuire.

La procedura di approvazione del PRG ha inizio tramite l’adozione di una delibera consiliare con la quale il progetto di piano viene assunto dall’amministrazione comunale.

La delibera consiliare, oltreché contenere la verbalizzazione della discussione, deve altresì contenere il mandato al sindaco perché disponga in ordine alla pubblicazione del piano adottato entro un preciso termine, stabilendo in particolare il luogo del deposito degli elaborati, l’orario per il pubblico, le modalità per il rilascio di copie.

Tale deliberazione deve essere poi sottoposta all’approvazione della sezione provinciale del Comitato regionale di controllo, la quale potrà chiedere tutti gli elementi di giudizio che appaiano indispensabili per accertare la convenienza del piano medesimo, non soltanto nei riflessi finanziari ma anche in relazione alle limitazioni troppo onerose che eventualmente vengano a ricadere sugli interessi pubblici.

 

Nel frattempo il Sindaco ha facoltà  di  sospendere ogni determinazione in merito alle domande di concessione edilizia, grazie ai  provvedimenti amministrativi di natura esclusivamente cautelare chiamate “misure di salvaguardia”,  quando egli riconosca che l’attività edilizia prospettata sia in contrasto con il piano urbanistico in itinere.

Esse, pertanto, trovano applicazione durante il periodo intercorrente fra la data di adozione del piano e quella di approvazione del medesimo da parte della regione, periodo che non dovrà superare i 5 anni, sia per il piano regolatore generale che per il programma di fabbricazione.

In questo periodo l’esame delle istanze di rilascio di concessione edilizia deve essere effettuato tenendo presente che:

– il sindaco deve negare la concessione edilizia che avrebbe negato anche prima dell’adozione dello strumento urbanistico, con motivazione che esplicita la norma, locale o generale, non rispettata nel progetto;

– il sindaco deve sospendere ogni determinazione in merito alla richiesta di concessione edilizia se il progetto allegato non è conforme allo strumento adottato, comunicando la sospensione ed il relativo motivo, costituito dall’esplicito riferimento a quel contenuto dello strumento rispetto al quale è verificata la non conformità;

– il sindaco può rilasciare la concessione edilizia se il progetto allegato alla richiesta di concessione ha contemporaneamente due qualità: non incorre in nessun motivo di diniego ed è conforme allo strumento adottato.

 

Le misure di cui trattasi si applicano anche alle domande presentate precedentemente alla data di adozione del piano e durano sino alla pubblicazione del piano attraverso il deposito presso la segreteria comunale dopo l’approvazione.

Alla luce della normativa di cui all’art. 4 del D.L. 398/1993 convertito, con modificazioni, dalla L. 493/1993, le misure di salvaguardia possono esonerare il sindaco ed il responsabile del procedimento nei confronti di colui il quale ha richiesto la concessione edilizia.

Ovviamente, trattandosi di una sospensione e non di un provvedimento definitivo, è bene che il sindaco si pronunci sulle domande così sospese entro il residuo termine la cui rimanente parte, rispetto a quanto già computato prima della sospensione ricomincerà a decorrere dal momento del deposito in segreteria di cui si è detto.

 

La pubblicazione è stabilita dall’art. 9 della L. 1150/1492 in 30 giorni; poiché nessun regolamento (nonostante fosse previsto) ha completato la norma citata, in base a istruzioni del Ministero dei Lavori Pubblici date con circolare della Div. XXIII, n. 2495 del 7 luglio 1954, i comuni sono tenuti a dare tempestiva notizia della data sul Bollettino Ufficiale della regione, sulla stampa di maggiore diffusione e mediante avvisi affissi in luoghi di pubblica frequenza.

Nella delibera di adozione, come già detto, possono essere contenute le modalità circa il luogo, l’orario, la richiesta di riproduzioni totali o parziali del piano.

La giurisprudenza ha affermato che il comune non deve ripubblicare il piano (riaprendo i termini per le osservazioni) a meno che l’accoglimento delle osservazioni non abbia profondamente alterato il piano stesso.

Ricordiamo comunque che le osservazioni al piano non sono un rimedio giuridico e neanche l’esercizio di un interesse legittimo partecipativo o oppositivo (come invece si ha per le opposizioni al piano particolareggiato o al piano di zona per l’edilizia economica e popolare). Esse costituiscono solo un generico momento di collaborazione nel quale il privato ha il diritto di segnalare che, a suo dire, vi sono modi ugualmente efficaci di raggiungere il soddisfacimento delle esigenze della collettività con un sacrificio minore degli interessi del privato.

La motivazione della reiezione delle istanze dei privati, pertanto, può essere generica e non precisa e puntuale.

 

Durante il periodo di pubblicazione e per altri trenta giorni dopo la scadenza, le associazioni sindacali, gli altri enti pubblici ed istituzioni interessate nonché i privati possono presentare osservazioni sul contenuto del piano ed esse costituiscono il mezzo tramite il quale i privati e gli altri enti possono partecipare alle scelte della pianificazione urbanistica.

Devono essere presentate per iscritto, indirizzate al sindaco e gli uffici comunali (Servizio 1 Pianificazione Urbanistica – Sede : Corso Umberto I, 165- 2° piano – Responsabile del Servizio : Carlo Tripoli  P.O.), debbono registrarne il deposito su uno specifico libro protocollo.

Secondo la lettera della legge urbanistica, soltanto gli enti pubblici e le istituzioni interessate, oltre alle associazioni sindacali, potrebbero presentare osservazioni.

Tuttavia è invalso l’uso di dare all’art. 9 L. 1150/1942 l’interpretazione più ampia nel senso che chiunque possa presentare osservazioni al piano regolatore generale pubblicato, purché esprima un apporto collaborativo. Infatti è ormai generalmente condivisa l’interpretazione del significato e quindi dell’oggetto della osservazione: “osservare” non significa opporsi, ma collaborare.

Le osservazioni vengono esaminate dall’amministrazione comunale che, con deliberazione consiliare, esprime le proprie determinazioni in proposito (controdeduzioni) esplicitando quali vengono accolte e quali respinte.

Nel caso in cui siano state accolte tutte o parte delle osservazioni, il comune ha l’opportunità, ma non l’obbligo, di introdurre nel progetto pubblicato le modifiche conseguenti all’accoglimento.

A tal fine è sufficiente (secondo la giurisprudenza) che la pubblicazione della delibera sulle controdeduzioni, insieme agli elaborati modificati, avvenga per un solo giorno di festa o di mercato; oppure potrà essere fatta la pubblicazione di apposita delibera (successiva a quella della controdeduzione) riferita soltanto agli elaborati modificati e ad essa allegati.

 

Gli Strumenti Urbanistici Generali sottoposti a questo iter sono:

– Gli Strumenti Urbanistici Generali:

  • Piano Strutturale;

  • Regolamento Urbanistico.

– Gli Strumenti Urbanistici Attuativi:

  • PP Piani Particolareggiati;

  • PDL Piani di lottizzazione;

  • PDR Piani di recupero;

  • PDZ Piani di Zona;

  • PMAA Programma di Miglioramento Agricolo Ambientale;

  • Piano del Commercio

  • Piano del Traffico

Documenti da presentare

All’osservazione può essere allegata tutta la documentazione che il cittadino ritiene utili per illustrare la proposta avanzata: eventuali documenti illustrativi, documentazione fotografica dell’area che interessa l’osservazione, estratti di mappa, ect.

Tempi e iter della pratica

I cittadini possono conoscere l’esito delle osservazioni consultando la delibera di Consiglio Comunale che, alla fine di tutta la procedura, approva definitivamente lo strumento urbanistico.

 

Terminati questi adempimenti, con l’invio di tutti gli atti alla regione ha inizio la fase di approvazione del piano, approvazione che può essere piena, parziale e/o condizionata.

L’approvazione è parziale e/o condizionata quando la regione formuli richiesta di modifiche, di integrazioni oppure di rielaborazione entro un determinato termine, scaduto il quale essa può intervenire in via sostitutiva.

Il 2° comma dell’art. 10 legge urbanistica 1150/1942 indica, infatti, le modifiche che possono essere apportate con il decreto di approvazione.

In via generale, sono consentite soltanto “le modifiche che non comportano sostanziali innovazioni, tali cioè da mutare le caratteristiche essenziali del piano stesso ed i criteri di impostazione”.

Sulle proposte di modifiche il comune dovrà necessariamente esprimersi, assumendo una nuova deliberazione consiliare, per aderirvi o per formulare proprie controdeduzioni.

La Regione, nell’esaminare il piano, non è obbligata ad esaminare varianti adottate successivamente dal comune a meno che le stesse non abbiano adempiuto a tutte le formalità previste per l’adozione (pubblicazione, osservazioni, controdeduzioni).

Ovviamente la Regione potrà tener conto di tali varianti successive e, se le stesse non costituiscono sostanziali modifiche, potrà introdurne i contenuti modificando d’ufficio il piano.

Il piano approvato anche con modifiche non necessita di un nuovo periodo in cui i privati possono presentare le loro osservazioni.

Dalla data della deliberazione regionale di approvazione – che deve essere pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione – il piano si considera efficace e, perciò, vigente.

 

 

 

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One thought on “PRG di Bagheria : “osservare” non significa opporsi, ma collaborare

  1. miii.. che siete precoci!! intanto si dovrebbe avviare finalmente un dibattito interno alle forze politiche.. che potrebbero finalmente esprimersi (così come NON hanno fatto nella fase di approvazione dello schema di massima!) e semprecchè abbiano idee e posizioni su temi e questioni urbanistiche: e in questo potrebbero anche rivoluzionare il piano se si dovessero accorgere di incongruenze o incoerenze con le direttive nei contenuti, o perplessità sulle procedure.. quindi probabilmente tutti (o quasi) si dichiareranno “incompatibili” (e poi, ma molto poi.. ) scatterebbero le norme di salvaguardia e la possibilità di osservazioni (almeno su grossolani errori e/o incoerenze!), SPERIAMO CHE NON AVVENGA TUTTO IN PIENO AGOSTO!

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